Villa Augusta - Storia e Cultura

La Storia e la Cultura

Sulla Via Appia Villa Augusta custodisce le testimonianze dell'antica storia di Roma, regalando ai nostri giorni i resti millenari dei popoli che l'hanno vissuta. Villa Augusta conserva infatti due antichi sarcofagi in peperino con coperchi a “baule”; si tratta dei sarcofagi tipici dei soldati della II Legione Partica, stanziata nel territorio Castra Albana (Albano Laziale). Lungo la Via Appia si scorgono gli antichi sepolcri in laterizio e, proprio accanto a Villa Augusta, i tumuli degli Orazi e Curiazi risalenti al tempo del re Tullio Ostilio quando Roma entrò in conflitto con Alba Longa e gli eserciti si incontrarono proprio dove allora era definito il confine tra i due stati, marcato da un fossato denominato le Fossae Cluiliae. Fin dall'antichità si credeva che i tumuli circolari, al lato della Via Appia, fossero le tombe di questi famosi personaggi, gli Orazie e Curiazi che gli archeologi fanno invece risalire all'età tardo repubblicana-augustea. La leggenda racconta dello scontro tra Romani e gli Albani, due nazioni dello stesso sangue per le quali il Re di Roma e il Dittatore di Albalonga decisero di inscenare un duello fra 3 Romani e 3 Albani: i famosi fratelli Orazi e Curiazi. Schierati, i sei si affrontano, e i Curiazi uccisero i due Orazi romani.

Lungo le grandi strade consolari che escono da Roma, si riconoscono santuari che segnavano il confine dello Stato romano al tempo dei Re. Gli antichi infatti, che non avevano le dogane, collocavano i santuari con le divinità ritenute più potenti e affidavano a loro il controllo di chi entrava dentro lo Stato. Via Appia fu la prima e la più importante tra le grandi strade costruite da Roma ed è stata chiamata per tale ragione la "regina viarum". Nei diversi tratti, si conservano i resti di sepolcri, sia nelle varianti a torre, sia del tipo sormontato da una statua con epigrafi caratterizzate dai più svariati motivi decorativi che consentono di ammirare i resti del lontano impero.

I lavori di ristrutturazione di Via Appia iniziarono nel 312 a.C, per volere del censore Appio Claudio Cieco e furono ultimati nel 190 a.C., quando la strada raggiunse Brindisi. Sotto gli imperatori Augusto, Vespasiano, Traiano e Adriano l'antica Via fu nuovamente ampliata e ristrutturata, per poi essere abbandonata dopo la caduta dell'Impero romano e vedere momenti di rinascita durante il periodo delle Crociate in Terra Santa. La Via fu riscoperta solo durante l'epoca rinascimentale e si sono preservati resti che nella parte in prossimità di Roma consentono di vedere le catacombe delle prime comunità di cristiani.

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